La Ragazza dal Cappello Rosso – (Super Happy Forever) – Recensione del Film di Kohei Igarashi

La Ragazza dal Cappello Rosso – (Super Happy Forever) – Recensione del Film di Kohei Igarashi

La Ragazza dal Cappello Rosso – Super Happy Forever: presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 81, in sala la nuova pellicola di Kohei Igarashi. Un racconto struggente sul dolore della perdita.

Sano, devastato dalla recente morte della moglie Nagi, torna con l’amico Miyata in un albergo nella penisola di Izu dove i due si erano incontrati per la prima volta cinque anni prima. Un viaggio che è un pellegrinaggio interiore di elaborazione del dolore e dei ricordi, attraverso i piccoli oggetti che hanno costellato la loro storia.

Dopo Takara – La notte che ho nuotatoil regista giapponese Kohei Igarashi firma una nuova opera intima e universale che racconta la nostalgia di un passato felice. Un racconto nel qual il rapporto tra presente al passato è funzionale a riflettere sul significato delle cose che pensavamo insignificanti e che improvvisamente diventano estremamente rilevanti, come piccoli oggetti o circostanze (Il berretto rosso, la cameriere vietnamita, la canzone Beyond the Sea) che il ricordo trasforma in qualcosa di prezioso.

La Ragazza dal Cappello Rosso – Super Happy Forever è infatti innanzitutto una meditazione sul tempo e sul modo in cui le esperienze passate riconfigurano la nostra percezione del presente. Un tema quello della perdita e della riconciliazione con il dolore strordinariamente frequente in tutta la produzione artistica giapponese. Dagli anime storici impregnati del tragico clima giapponese del dopoguerra, dalla letteratura (Banana Yoshimoto in primis) al cinema contemporaneo nel quale il tema è onnipresente (Una tomba per le lucciole tanto per citarne uno). Una tradizione una cultura quella giapponese che spesso non racconta la vita attraverso i grandi eventi, ma attraverso i dettagli minimi che nel tempo assumono una densità simbolica enorme.

Un ritmo compassato quello scelto da Kohei Igarashi, costruito su due piani temporali il 2023 nel quale la Nagi è già morta e il 2018, quando Sano e Miyata erano in vacanza a Izu e lì incontrano Nagi nel quale l’amore fra i due sboccia, attraverso momenti piccoli ma intensi, dettagli quotidiani. La musica, il cibo, i gesti, le parole non dette. Un montaggio che alterna questi due piani temporali per rivelare, pezzo dopo pezzo, quanto le piccole cose abbiano peso nel mantenere vivo ciò che è stato perso.

Un film caratterizzato da una apparente mancanza di tensione narrativa che potrebbe non essere apprezzata dagli amanti delle storie che procedono per accumulazione emotiva, svolte e colpi di scena, ma che sarà la gioia di coloro che amano le struggenti atmosfere esistenziali alla Perfect Days.

La pellicola si avvale infatti del consueto registro minimale così caratteristico della cinematografia nipponica, immettendosi nella strada stilistica di autori amatissimi come Hirokazu Kore’eda (Father and Son, Little Sister) e Ryūsuke Hamaguchi (Drive My Car, Il Male Non Esiste) per non parlare del mostro sacro Yasujirō Ozu (Tokyo Story, Viaggio a Tokyo) per rimandare a concetti filosofici fondamentali di questa straordinaria cultura come il Mono no aware – La malinconia delle cose e la consapevolezza che tutto è effimero, che la bellezza sta proprio nella sua impermanenza – e il Wabi-sabi – la bellezza dell’imperfetto, dell’incompleto, del transitorio -.

In ultima analisi La Ragazza dal Cappello Rosso – Super Happy Forever è una pellicola che riflette sulla felicità come qualcosa di impermanente, fragile, costruita di momenti rilevanti proprio perché temporanei.

“Per questo film desideravo un titolo semplice e gioioso: Super Happy Forever è anche una sorta di “preghiera. Credo che tutti vogliano essere felici e restare felici per sempre, anche chi si rifugia in corsi discutibili per affrontare le difficoltà della vita. Il film può sembrare triste se lo si guarda in una linea temporale unica. Ma se non si guarda il tempo in modo lineare, i momenti felici non sono persi per sempre. Spero che il pubblico esca dal film con questa impressione.”

il regista Kohei Igarashi

Sicuramente un film che non dà risposte rassicuranti, ma invita a pensare al fatto che ciò che abbiamo amato continua a vivere, attraverso l’effetto che ha sul nostro modo di essere. Saggio è chi è capace di riconoscere il valore anche di ciò che può essere effimero e accettare che il futuro, pur venato di dolore, può avere spazi di rinascita.

La Ragazza dal Cappello Rosso – Super Happy Forever arriverà nelle sale italiane dal 25 settembre 2025 distribuito da Trent Film.

Regia: Kohei Igarashi Sceneggiatura: Kohei Igarashi, Koichi Kubodera Con: Keiko Okawa,
Kohei Igarashi, Damien Manive Anno: 2024 Paese: Francia, Giappone Durata: minuti DistribuzioneTrent Film

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *