Warefare: tratto da una storia vera di cui è stato direttamente protagonista uno dei registi, Ray Mendoza, arriva in sala l’attesissimo nuovo film di Alex Garland. Il crudo racconto delle esperienze di una divisone della marina americana durante la guerra in Iraq.
Ramadi, Iraq, novembre 2006. A seguito di una attacco da parte della resistenza irachena l’unità Navy SEAL, fra cui era presente lo stesso Ray Mendoza, è coinvolta in una operazione speciale durante la quale occupa una casa di una famiglia locale posizionata in una zona strategica della città.
La sequenza iniziale del nuovo film di Alex Garland probabilmente sarebbe stata amata da David Lynch maestro della rappresentazione del grottesco che molto ha utilizzato nella sua incredibile produzione cinematografica. Il plotone di giovani marines è infatti preso dalla sovraeccitata visione del controverso videoclip Call On Me di Eric Prydz.
Una emblematica sequenza che ben rappresenta una delle tante forme di estraniamento collettivo della realtà attraverso le quali si supportano i soldati chiamati a effettuare operazioni di occupazione delle quali non conoscono mai veramente lo scopo, non tenendo conto della consueta narrazione propagandistica di guerra che sempre di più scricchiola nelle consapevolezze mondiali. Ma questa però non è l’unica chiave di lettura possibile di questo efficace incipit narrativo, che probabilmente vuole anche rappresentare quanto gli stessi siano dei semplici ragazzi coinvolti in qualcosa di straordinariamente più grande di loro. Ben presto infatti lo scenario cambia e gli stessi devono confrontarsi con la quotidianità della guerra e per condurre una operazione di smantellamento di una cellula di combattenti iracheni gli viene ordinato di occupare la casa di una famiglia irachena e a subile gli effetti della rappresaglia.
Nanni Moretti nel suo ultimo Film Il Sol dell’Avvenire si è fortemente scagliato sulla spettacolarizzazione nella violenza nel cinema contemporaneo colpevole di desensibilizzare il grande pubblico alle scene di violenza che oramai assistono a rappresentazioni sempre più estreme senza batere ciglio. In questa sua critica al linguaggio cinematografico contemporaneo cita un grande del passato Krzysztof Kieślowski, che nel suo Breve film sull’uccidere, consegna al suo pubblico una lunga sequenza di 7 minuti nella quale l’atto dell’uccisione è restituito nella sua cruda brutalità rendendo impossibile questa forma artificiale di schermatura mentale alla quale ci stiamo tutti educando.
Pur provenendo da universi culturali profondamente diversi Ray Mendoza e Alex Garland sembrano fare loro la lezione di linguaggio cinematografico che Moretti ci ha consegnato e in questi tempi terrificanti di popaganda si assumono l’onere di voler restituire la dimensione più autentica della guerra, quella che si incide in forma indelebile sui corpi e sulla psiche di chi ne è travolto. Warfare – Tempo di guerra è infatti un’opera bellica estrema, un’esperienza immersiva, fisica, priva di filtri sentimentali che non edulcora l’esperienza estrema della lotta armata.
Se l’apprezzata pellicola precedente di Garland, Civil War, aveva un taglio nettamente più sociale e antropologico Warefare – Tempo di Guerra si pone l’obiettivo di rappresentare, senza elementi retorici ma quasi in forma documentaristica, quella che è la vita al fronte. Lontano quindi da qualsiasi intento di spettacolarizzazione Garland rappresentala quindi vita di guerra come una routine fatta di asimmetrie e discontinuità. Sparatoria intense, urla strazianti, dettagli viscerali, ferite di guerra ma anche insopportabile noia, caos e interminabili attese, straordinario cameratismo ma anche machismo di guerra che sfiora il ridicolo.
Il cast di amalgamati e talentuosi attori ben rappresenta il messaggio di un regista che vuole uscire dalla narrazione epica della guerra e consegnare al mondo la consapevolezza che essa è un mero gioco mero calcolo politico e strategico. Un cinico progetto di coloro che non si fanno problemi a consegnare le giovani generazioni ad un sacrificio di cui spesso non sono veramente consapevoli.
Nuovamente Alex Garland ci consegna un’opera preziosa, un fedele viaggio nella esperienza bellica contemporanea nei suoi aspetti più complessi e meno noti. Una chave di lettura del contemporano nel quale le spietate esigenze di una sanguinario sistema economico e politico globale ci stanno consegnando un futuro fosco, sempre più violento e pieno di incognite.
Warefare – Tempo di Guerra è in uscita nelle sale italiane il 21 Agosto 2025 grazie a I Wonder Pictures.
Regia: Ray Mendoza, Alex Garland Sceneggiatura: Ray Mendoza, Alex Garland Con: D’Pharaoh Woon-A-Tai, Charles Melton, Joseph Quinn, Kit Connor, Cosmo Jarvis, Will Poulter, Finn Bennett, Noah Centineo, Taylor John Smith, Nathan Altai, Adain Bradley, Michael Gandolfini, Henry Zaga, Evan Holtzman, Alex Brockdorff Anno: 2025 Durata: 95 min Paese: UK, USA Produzione: DNA Films, A24 Distribuzione: I Wonder Pictures,