Wild Horse Nine – Recensione del Film celebrato a Venezia83 con John Malkovich e Sam Rockwell

Wild Horse Nine – Recensione del Film celebrato a Venezia83 con John Malkovich e Sam Rockwell

Wild Horse Nine: presentato in concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia arriva in sala la pellicola di Martin McDonagh, tra satira politica e commedia nera, acclamata al lido con una una standing ovation di 14 minuti.

C’è chi va all’Isola di Pasqua per ammirare i moai, chi per ritrovare sé stesso e chi, come i protagonisti di Wild Horse Nine, per scoprire che persino il paradiso può trasformarsi in una succursale dell’ufficio complicazioni della CIA. Diretto da Martin McDonagh, il film ci catapulta nel Cile del 1973 alla vigilia di quel tragico golpe militare che avrebbe deposto Salvador Allende, seguendo due agenti americani spediti su un’isola remota mentre il mondo, non proprio casualmente, si prepara a precipitare nel caos. Il risultato è una commedia nera nella quale la geopolitica incontra la crisi di mezza età di due esponenti della famigerata intelligence americana che dimostrano che saper organizzare un colpo di Stato non significa necessariamente saper organizzare una vacanza.

La presentazione veneziana ha consacrato Wild Horse Nine come uno dei titoli più discussi e amati della Mostra. Chris, interpretato da un magnificamente ambiguo John Malkovich (Opus – Venera la tua stella), e Lee, a cui presta il corpo un nervosismo Sam Rockwell (Argylle – La Super Spia), sono due professionisti dell’inganno. Abituati a manipolare gli eventi, si ritrovano alle prese con una faccenda assai più difficile, fare i conti con sé stessi. Perché mentire ai governi è un mestiere, mentire alla propria coscienza richiede invece una carriera intera.

John Malkovich è senza dubbio il protagonista assoluto di questa commedia nera e la sua interpretazione, che alterna sarcasmo e fragilità, è uno dei punti di forza del film e gli è valsa la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile. Malkovich offre il suo consueto campionario di sguardi obliqui, sarcasmo aristocratico e instabilità accuratamente confezionata con la classe di un volto scavato dall’età e quindi ancora più intenso, caodiuvato dai caustici dialoghi di Martin McDonagh precisi al millimetro. Rockwell gli fa da contrappunto con la sua energia irrequieta, come un uomo che abbia bevuto troppi caffè e cominciato a sospettare che la propria vita sia una gigantesca cospirazione. Una coppia davvero incredibile. Due uomini che hanno probabilmente contribuito a destabilizzare mezzo pianeta ma che rischiano di perdere il controllo quando si tratta di decidere come trascorrere il pomeriggio. A sorvegliare questo piccolo circo di decadenza yankee troviamo anche Steve Buscemi. Perché ogni disastro, per essere davvero completo, ha bisogno di un dirigente che lo autorizzi dall’alto.

Il regista di Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell’isola si conferma maestro nel trasformare la crudeltà umana in una macchina comica di precisione. Le battute arrivano quando meno te le aspetti, i personaggi si feriscono con una disarmante naturalezza e la violenza si presenta senza il preavviso che il buon gusto consiglierebbe. Ma dietro le risate si nasconde una satira politica amarissima che svela il volto tutt’altro che innocente del mondo di ieri e di oggi.

Mentre gli agenti si concedono le loro schermaglie esistenziali, il Cile si avvicina al colpo di Stato del settembre 1973. La Storia incombe, indifferente alle nevrosi dei protagonisti, e l’Isola di Pasqua diventa il palcoscenico di un contrasto feroce tanto esistenziale quanto nichilista. Da un lato la bellezza di un luogo fuori dal tempo, dall’altra uomini che hanno fatto della manipolazione del tempo storico una professione. I moai, con le loro facce impassibili, sembrano osservare gli intrusi con il lo sguardo silenzioso di chi ha già visto passare imperi, conquistatori e turisti convinti di essere il centro dell’universo. Difficile immaginare una platea più adatta per assistere al fallimento morale dell’occidente.

Il titolo promette animali indomabili, il film consegna soprattutto uomini che si credono liberi perché nessuno ha ancora avuto il coraggio di mostrare loro il guinzaglio. Chris e Lee sono cinici, brillanti e pieni di contraddizioni, ma proprio quando sembrano irrecuperabili emerge qualcosa di inatteso, la possibilità di un legame umano autentico, capace di sopravvivere persino alle menzogne su cui è stato costruito.

Wild Horse Nine è un film che fa beffe del potere senza assolverlo, che si prende gioco dei professionisti dell’intrigo ricordandoci che dietro ogni grande operazione segreta possono nascondersi piccole miserie molto ordinarie. E se alla fine viene voglia di trascorrere qualche giorno su un’isola deserta, meglio controllare prima chi ha organizzato il viaggio. Potrebbe essere la CIA. Oppure, peggio ancora, un agente della CIA in piena crisi esistenziale.

Senza dubbio McDonagh firma un film assolutamente irrinunciabile fatto di scrittura sopraffina e interpretazioni vibranti. Certo c’è da chidersi di questi tempi quanto sia moralmente lecita una operazione cinematografica nella quale ci si sbellica dalle risate dietro a operazioni che hanno determinato drammi inenarrabili per nazioni intere ma dal punto di vista dell’intrattenimento lo spettacolo è senza dubbio servito. Quando critiche simili vennero mosse a grandi prodotti di intrattenimento, come fu ad esempio per Gomorra, Roberto Saviano li difese a spada tratta sottolineando quanto fosse importante deridere la retorica culturale che sta dietro le grandi organizzazioni criminali. Senza dubbio la satira è un’arma strordinaria contro l’arroganza del potere. Speriamo che prima o poi una risata li seppellirà. Loro e non noi.

Wild Horse Nine vi aspetta in sala dal 5 novembre 2026 grazie a Searchlight Pictures Italia.

Regia: Martin McDonagh Sceneggiatura: Martin McDonagh Con: John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Mariana di Girolamo, Ailín Salas, Tom Waits, Parker Posey Paese: USA Durata: minuti Produzione: Blueprint Pictures, Film4 Productions Distribuzione: Searchlight Pictures, The Walt Disney Company Italia

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