Il Sol dell’Avvenire – Recensione del nuovo film di Nanni Moretti

Il Sol dell’Avvenire – Recensione del nuovo film di Nanni Moretti

Il Sol dell’Avvenire: Nanni Moretti torna al cinema con una pellicola che cita tutti i temi più cari della sua produzione, dalla sinistra al cinema, dalle sue iconiche idiosincrasie alla psicanalisi passando attraverso il suo conclamato amore per la musica leggera italiana.

Giovanni, regista romano di lungo corso è impegnato nella realizzazione di un film in costume ambientato nell’Italia del 1956. In questo film Silvio Orlando interpreta un personaggio che dirige una sezione del Partito Comunista nel quartiere periferico del Quarticciolo di Roma e vive una storia tormentata con la passionaria Barbora Bobulova.

La sezione invita una compagnia di circo ungherese, proprio durante la visita l’Unione Sovietica invade l’Ungheria tentando di sedare la rivolta del paese contro il regime. Una sanguinosa repressione che condurrà i comunisti italiani a dolorose prese di coscienza e profonde fratture interne.

Nel Il Sol dell’Avvenire i topos cinematografici del cinema di Nanni Moretti ci sono tutti. Si parte con la consueta critica feroce alla sinistra italiana partendo addirittura dalle sue fondamenta. Il Sol dell’Avvenire infatti critica l’atteggiamento in molti casi compromettente del partito comunista delle origini, colpevole di atteggiamenti a dir poco ambigui nei confronti della madre patria Russia ma anche nei confronti di temi sociali brucianti quali quello dell’omosessualità.

Torna l’aspetto metacinematografico del cinema morettiano in una narrazione che porta lo spettatore nuovamente sui suoi set, come per Il CaimanoSogni d’oroAprile Mia madre, quasi come se la rappresentazione del set cinematografico sia l’unico ambiente naturale nel quale il regista si trova a suo agio. Una pellicola che è un grande tributo ad una serie di grandi pellicole del passato: da Lola di Jacques Demy, a La caccia di Arthur Penn, a Breve film sull’uccidere di Kieślowski passando per La dolce vita e  di Fellini.

L’ambientazione del set cinematografico fa sì che riflessione critica di Nanni Moretti si allarghi al mondo del cinema che sta vivendo la crisi più profonda e duratura degli ultimi decenni. Un crisi ricondicibile sicuramente allo strascico traumatico dovuto alla pandemia e al combiamento profondo conseguente sulle sue forme di fruizione ma anche ad fattori endogeni al cinema stesso. A partire da un colpevole appiattimento del linguaggio cinematografico a favore della dittatura dell’intrattenimento ma anche a causa dello strapotere delle piattaforme digitali che intervengono violentemente nel lavoro degli autori, forti dei dati provenienti da milioni di utenti in tutto il mondo.

Esilaranti a tal proposito le sequenze nelle quali Giovanni chiama Martin Scorsese al telefono o si confronta con i produttori di Netflix sulla sua produzione troppo poco adatta alle esigenze delle piattaforme di streaming.

Una narrazione quella de Il Sol dell’Avvenire che si arricchisce della condivisione di tanti aspetti personali del regista romano, a partire dai suoi riti quando gira un nuovo film fino al riferimento costante alla psicanalisi e alla depressione.

Uno spettro quello della depressione contro la quale il regista si scaglia mettendo in gioco tutta la creatività e la gioia possibile in un festoso tributo a tutti gli attori che hanno reso grande il suo cinema. Un tributo colmo anche di tutta quella musica leggera italiana a cui Moretti è così legato, da Noemi a Tenco all’amato Franco Battiato, per una pellicola all’interno della quale si torna a ballare e a cantare in macchina a squarciagola.

In definitiva Il Sol dell’Avvenire, pur rimanendo saldamente nel solco della produzione artistica del suo autore, è una pellicola di estrema freschezza, colma di emotività. Un atto di amore entusiasta per la vita e per il cinema ma anche l’ennesima dimostrazione di una fine capacità di lettura di un presente che non può non andare a cercare le ragioni delle mancanze del presente alle sue radici.

Il Sol dell’Avvenire è in uscita nelle sale italiane il 20 Aprile 2023 grazie a 01 Distribution.

RegiaNanni Moretti SceneggiaturaFrancesca Marciano, Nanni Moretti, Federica PontremoliValia Santella Anno: 2023 Paese: Italia Durata: 95 minuti  Produzione: Sacher FilmFandangoRai Cinema Distribuzione01 Distribution

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