Il Dono: dal 15 dicembre su Raiplay e il 15 gennaio su Rai 5 il nuovo docufilm che racconta l’esperienza di persone la cui vita è stata segnata da lutti devastanti e che attraverso un incontro con la medium Sonia Benassi, ritrovano una forma di continuità affettiva.
Sonia Benassi è una di quelle rare persone la cui vita è caratterizzata da facoltà notevoli. Manifesta infatti fin da quando aveva sette anni quella che viene considerata una strordinaria capacità di entrare in contatto con una dimensione ultraterrena e di questa facoltà ha fatto la sua esistenza, insieme alla musica e agli animali di cui si circonda.
Prodotto da Moon Life Film in collaborazione con Colorado Film e Pagliai Film Group, distribuito da Colorado Film, il documentario nasce da un incontro professionale che prende una direzione inattesa: circa tre anni fa Pantaleone, uno dei registi, ascolta per la prima volta un brano del compositore Boris Mayer, marito di Sonia Benassi, e ne rimane così colpito da volerlo incontrare per un proprio lavoro. A quella visita a Parma lo accompagna la moglie, Doriana. Nel corso di una seduta privata, alla quale Doriana partecipa senza rivelare nulla della morte della madre biologica, Sonia inizia a scrivere e le restituisce un messaggio attribuito a una donna che si presenta come Rita, “tua mamma”, riportando dettagli personali che lei non aveva comunicato. Lo sconcerto di Doriana e il turbamento, inatteso, di chi fino ad allora si era dichiarato scettico diventano il punto di partenza di un’indagine: i registi tornano da Sonia, raccolgono la sua storia e soprattutto le testimonianze di genitori che, dopo averla incontrata, raccontano un modo nuovo di attraversare il lutto.

Il documentario segue quindi le storie di persone che hanno vissuto la perdita di un figlio, di un familiare, di una presenza fondamentale. Ciò che colpisce è la trasformazione che molte di loro raccontano dal contatto con l’oltre che non giunge come una soluzione ma come uno strumento di trasmutazione. Una prospettiva che permette di respirare di nuovo anche nella fragilità.
Il film sceglie un approccio sobrio e osservativo, evitando toni sensazionalistici e lasciando spazio soprattutto ai racconti delle persone che si rivolgono a lei. Uno degli aspetti più interessanti del documentario è proprio questo il fatto che non tenti di dimostrare scientificamente nulla e non prenda una posizione netta ma che metta al centro l’esperienza umana. Le testimonianze parlano di dolore, speranza, malattia e bisogno di ascolto, e in questo senso il film funziona come uno spaccato molto intimo sulla fragilità delle persone e sul desiderio di trovare sollievo quando la medicina tradizionale non basta (o sembra non bastare).

Sonia Benassi viene ritratta in modo semplice, quasi defilato. non come una “guru” ma come una presenza calma e disponibile. Stile che contribuisce a mantenere un certo equilibrio anche grazie a una fotografia pulita, ritmo lento, pochi artifici. Una scelta coerente con il tema, ma che richiede allo spettatore un po’ di pazienza e predisposizione all’ascolto.
Un film in cui la medianità è presente ma non è il centro del film, ciò che emerge è il cambiamento nel modo di guardare all’assenza. Accanto alla storia di Sonia, infatti, intervengono anche una scienziata, un sacerdote e un giornalista. Tre sguardi differenti, talvolta distanti, che aiutano a mantenere il racconto aperto, equilibrato, lontano da conclusioni precostituite. Il film offre risposte ed apre un ampio spazio.
A collegare queste prospettive c’è Daniele Bossari, che accompagna il percorso con attenzione e sensibilità.
Regia: Niccolò Lorini, Pantaleone A. Megna Con: Daniele Bossari, Sonia Benassi Anno: 2025 Durata: 90 min Paese: Italia Produzione: Moon Life Film, Colorado Film, Pagliai Film Group Distribuzione: Colorado Film