Downton Abbey – Il Gran Finale – Recensione del Finale della saga aristocratica più amata

Downton Abbey – Il Gran Finale – Recensione del Finale della saga aristocratica più amata

Downton Abbey: The Grand Finale: la famiglia Crawley e il loro staff sono pronti a salutare il loro pubblico con un ultimo gioiello cinematografico che è il tributo ad un’epoca irresistibile. Una telenovela d’alta classe fatta di stile, eleganza pettegola e ironia, abilmente mescolati con la grazia di un tè serale servito con guanti.

Anche questo ultimo capitolo della amatissima saga della famiglia Crawley è incentrato intorno a tutta una serie di problemi e drammi esistenziali che i comuni mortali di oggi e di allora non hanno mai conosciuto durante la loro esistenza.

Dopo la morte della indimeticata e indimenticabile contessa Violet Crawley, ritroviamo Lady Mary alle prese con una deliziosa miscela di dramma fatto di crisi sociali e difficoltà economiche. La celeberrima tenuta di famiglia rischia infatti il collasso economico e i Crawley vivono con lo spettro della gogna sociale a causa della turbolenta vita setimentale della rampolla di famiglia, il tutto sotto lo sguardo dei leggendari domestici dai baffi incerati e dal sorriso sornione. Lady Mary si ritrova infatti scandalosamente divorziata il che, a quanto pare, negli anni ’30 era praticamente equivalente di lanciare una bomba atomica al tè pomeridiano.

Uno scandalo quello di Lady Mary che lei affronta dall’esterno con la sua consueta glaciale eleganza perché se c’è una cosa che Downton sa far bene, oltre alle scale di marmo e i tè delle cinque, è prendersi tremendamente sul serio. Nel privato tuttavia, come tante che affrontano una situazione sentimentale burrascosa, capitola letteralmente fra le braccia del primo che passa. Una evenienza deflagrante che non esime nessuno però dal dimenticare di indossare enormi cappelli da cocktail o dal sussurrare un impeccabile “good morning” nel consueto tono passivo-aggressivo.

Sottotesto principale della pellicola è senza dubbio l’inevitabile cambiamento dei costumi e delle usanze della società e con esse il ruolo femminile in essa. Troviamo infatti una Lady Mary fiera nell’affrontare gli scandali sociali in una società rigida e formale come quella dell’inghilterra degli anni 30 e coraggiosa nel guidare la famiglia in una serie di complesse transizioni economiche che rischiano di metterla seriamente in ginocchio. Anche contro l’atteggiamento del suo stesso padre che fatica a lasciare il trono e ad accettare il suo nuovo ruolo.

I domestici? Onnipresenti come angeli discreti e servizievoli, sempre pronti ad assistere i drammi esistenziali dei padroni di casa che non hanno mai dovuto pagare una bolletta in vita loro. Se la cucina prende fuoco o se Lady Edith si lamenta per la milionesima volta, loro sorridono e servono la zuppa. E noi con loro ammaliati dallo scintillio dei servizi di porcellana e dal fruscio della seta.

In questo turbinio di pizzi e perle si aggira l’ombra della grande assente, la leggendaria Dowager Countess (Maggie Smith), che non c’è più ma che aleggia ovunque. Ad ogni battuta non possiamo infatti esimerci dal chiedere “Come avrebbe commentato Violet Crawley?”. Probabilmente qualcosa di assolutamente irresistibile come: “Mary, smettila di rovinare la reputazione di famiglia, e passa il brandy”. A tentare di mitigare una così grande assenza troviamo il ritorno di Paul Giamatti con un ruolo misterioso ed intrigante che purtroppo però mitiga solo parzialmente l’assenza del personaggio più amato della saga che giganteggia in un ritratto trionfale all’entrata della tenuta.

Dal punto di vista della costruzione drammatica, i colpi di scena sono calibrati come orologi svizzeri. Divorzi, matrimoni mancati, eredità traballanti, niente che non si sia già visto ma il sostenuto ritmo è ampiamente coaudiuvato da una sequela di drammi che al confronto una puntata di Beautiful sembra un documentario del National Geographic.

I puristi della serie apprezzeranno il tono nostalgico, la scrittura raffinata di Julian Fellowes e gli scenari mozzafiato. Downton Abbey – Il Gran Finale rappresenta infatti un capitolo coclusivo degno del suo consolidato successo di pubblico che non potrà non indurre i suoi fan ad alzarsi e fare un inchino al puro nonsense aristocratico caratteristico di tutta la serie. Un addio elegante, commovente, eccessivo… esattamente quello che ci aspettavamo da Downton Abbey.

È un più che degno ultimo saluto della famiglia Crawley, condito con ironia gentile, colpi di scena da red carpet e una lacrimuccia d’addio. Affettuoso e ben confezionato, con un tributo vibrante alla leggendaria Dowager Countess, il cui indimenticabile spirito impregna ogni scena e che forse avrebbe meritato di essere presente fino alla fine.

Downton Abbey – Il Gran Finale vi aspetta al cinema a partire dall’11 settembre 2025 grazie a Universal Pictures.

Regia: Simon Curtis Sceneggiatura: Julian Fellowes Soggetto: Julian Fellowes Con: Michelle Dockery, Joely Richardson, Paul Giamatti, Dominic West, Elizabeth McGovern, Alessandro Nivola Anno: 2025 Durata: 124 minuti Paese: UK ProduzioneCarnival Films DistribuzioneUniversal Pictures

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