Era – Recensione del nuovo Film di Vincenzo Marra

Era – Recensione del nuovo Film di Vincenzo Marra

Era: prosegue il tour del nuovo film di Vincenzo Marra, che per la prima volta si confronta con il registro della commedia senza rinunciare allo sguardo lucido e profondo che contraddistingue il suo cinema.

Napoli. Lina, vedova anziana energica e dispotica, è fulcro di una famiglia piena di adulti lagnosi e irrisolti suduti sulla sua gestione matriarcale dal pugno di ferro. Lina è infatti energia pura, instancabile, presente, ostinatamente viva. Dirige con piglio deciso una rumorosa associazione cattolica di vecchiette borghesi, si prende cura della sorella e di un nipote mai davvero cresciuto e continua a esercitare con determinazione il suo ruolo di madre old fashion nei confronti dei tre più che maturi ma eternamente in crisi economica, psicologica o sentimentale. Ogni giovedì visita al marito al cimitero e si fa la sua immancabile partita a scopone con la sorella Maria. Come se non bastasse Don Eduardo, il suo vicino di casa, non perde occasione per corteggiarla affascinato dal suo carisma di donna del sud.

Nonostante l’età avanzata Lina rifiuta categoricamente l’idea di finire in una casa di riposo, finché un malore la costringe a confrontarsi con la propria fragilità. Tutto cambia quando fa il suo ingresso nella sua vita una badante srilankese accolta come una estranea non gradita, che in maniera inattesa però cambia gli equilibri familiari e innseca processi che oramai sembrano cristallizzati nel tempo.

La cinematografia di Vincenzo Marra, generalmente caratterizzata da un realismo asciutto ,in questa sua interessante ultima opera si confronta con il registro della commedia, seppur con alcune declinazioni amare, che rimanda alla grande tradizione teatrale partenopea evidente tanto nella centralità dello spazio domestico quanto nella gestione dei tempi comici e dei dialoghi. Una impostazione che vuole essere l’omaggio ad una indimenticabile tradizione ma che si conferma essere una efficace chiave per esplorare un microcosmo umano che vive di ripetizioni, rituali e improvvise incrinature.

Un film questo che si gioca tutto su un equilibrio delicatissimo. Da una parte la realtà cruda di una famiglia che vede sgretolarsi il suo ultimo pilastro, dall’altra una serie di momenti nei quali la vita ci ricorda l’intrinseca comicità delle sue stesse dinamiche. Il cuore del film è chiaramente la figura di Lina, che non può essere visto solo come un personaggio ma come un vero e proprio archetipo umano e narrativo. Un dispositivo drammaturgico che tiene insieme passato e presente, autorità e vulnerabilità di cui ogni silenzio e ogni sguardo pesa più di mille dialoghi. Attorno a lei una galleria di figli insopportabilmente infantili, rovesciando ironicamente il paradigma della dipendenza generazionale, suggerendo come la vecchiaia possa risultare più lucida e più vitale dell’età adulta.

L’elemento più interessante risiede però nell’incontro/scontro tra Lina e Amilà con il quale il regista evita sia il paternalismo sia la retorica dell’integrazione, preferendo un percorso fatto di attriti linguistici, incomprensioni culturali e improvvise aperture. Il momento in cui la distanza si colma, anche simbolicamente attraverso la lingua, diventa il vero punto di svolta emotivo del film.

Se da un lato Era può dirsi un’operea riuscita nella capacità di tenere insieme leggerezza e riflessione, dall’altro canto il tono oscillante tra commedia e dramma non sempre trova un equilibrio pienamente compiuto traducendosi talvota in una prevedibilità delle dinamiche tenute però insieme della bella prova di un cast fatto di professionalità di lungo corso che posso fare leva sulla loro lunga e consolidata esperienza.

Un’opera che si inserisce nel solco della gloriosa tradizione napoletana, ma cerca di attualizzarla attraverso temi contemporanei come l’invecchiamento attivo e l’integrazione culturale. Non è tutto perfettamente armonizzato, ma Era resta un’opera significativa, capace di interrogare con delicatezza, e quella ironia tutta partenopea, il senso di appartenenza, familiare e sociale.

Era è in programmazione fino all’8 aprile al Cinema Azzurro Scipioni di Roma, accompagnato dal regista e da Giovanni Esposito, Martedì 7 aprile Torino Cinema Massimo ore 20.30, Mercoledì 8Milano Citylife Anteo ore 21.15 e Giovedì 9Vicenza Ara Celi ore 20.30 – Marra ed Esposito in sala.

Regia: Vincenzo Marra Con: Dalia Frediani, Marinì Fernando, Giovanni Esposito, Maurizio Casagrande, Angela De Matteo, Antonio Venturini, Rosaria D’Urso, Antonio Gerardi, Biagio Manna, Francisca Mahawasala, Asiri Peiris Anno: 2026 Durata: 102 min Paese: Italia Produzione: Compagnia Leone Cinematografica Distribuzione: Compagnia Leone Cinematografica

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